Music all

regia: Marco Berrettini, Jonathan Capdevielle, Jérôme Marin

In questa pièce si assiste all’incontro tra tre universi, tanto diversi quanto l’estate e l’autunno, o l’autunno e l’inverno. O tanto diversi quanto il teatro e il cabaret, e il cabaret e la danza.

L’italiano Marco Berrettini è danzatore e coreografo. Con la sua compagnia ginevrina riscuote grande successo sia in Svizzera, sia in tutta Europa. Jonathan Capdevielle è un poliedrico: regista, attore, danzatore, marionettista, cantante e ventriloquo. Si esibisce in quasi tutte le produzioni di Giselle Vienne e realizza progetti propri che possono essere definiti come una ricerca autobiografica. Vive a Parigi. Anch’egli nato in Francia, Jérôme Marin si dedica completamente al cabaret. La sua figura di Monsieur K. appare in svariate formazioni e pièce, come pure nelle sue serate in cui si esibisce da solo.

Ciò che i tre interpreti cercano in questa joint venture altro non è che la fragilità umana, e la cercano esponendo completamente sé stessi l’uno all’altro, al palcoscenico e al pubblico. Più che di una rappresentazione, sembra si tratti piuttosto di un’esperienza. «Music all» è inteso come un tipo di «flip», ossia, secondo l’autore Jeffrey J. Kripal, di un momento nella vita di una persona in cui tutto si sconvolge, facendole sperimentare un completo cambiamento di prospettiva.

Oltre a un senso dello humor simile, ciò che unisce i tre artisti è l’amore per ciò che rappresenta il music-hall e ciò che questo cela: i numeri, l’abilità, le paillette, il glamour, la magia della tecnica e dela trasformazione, la farsa, ma anche il conoscere la miseria che c’è sotto il trucco, il senso di vuoto che può emergere quando cala il sipario.

Lo scenario di «Music all», una specie di tratto autostradale abbandonato con parco giochi, è per gli artisti il rovescio del palcoscenico perfetto che, se si aggrappa troppo alle sue star, improvvisamente mette a nudo la mostruosità dell’obsolescenza dello show business.

Lo show, un intrico di numeri accompagnato da un musicista live, che non sa se vuole veramente esserci, e da uno stuntmanche piroetta nell’ombra, sembra che non abbia altro obiettivo che quello di non porsi limiti. Non nelle stupidaggini, non nella ridicolaggine, non nella perplessità – e anche il ritmo in fin dei conti fa quello che vuole. Ma questo è ancora intrattenimento? Si tratta ancora di music-hall, o di music-di-tutto-di-più?

Soprattutto molto strambo e a volte folle, questo spettacolo è in qualche modo trasversale e in fondo si sottrae a qualsiasi descrizione. Lo si deve aver visto per capire come mai uno non riesce più a togliersi dalla testa determinate immagini, perché questo lavoro lascia piccoli segni da qualche parte nella memoria, da qualche parte nella pancia e da qualche parte nel cuore. Forse l’idea di un «flip»...

(Julie Paucker, direttrice artistica)

Concetto e regia
Marco Berrettini, Jonathan Capdevielle, Jérôme Marin

Con
Marco Berrettini, Jonathan Capdevielle, Jérôme Marin

Musica live
Théo Harfoush

Cascadeur
Franck Saurel

Assistente
Louis Bonard 

Scenografia et luce
Bruno Faucher

Decorazione
Daniel Martin

Costumi
Colombe Lauriot Prévost

Suono
Vanessa Court

Tecnica palco generale
Jérôme Masson 

Produzione
Association Poppydog (FR) & *Melk Prod. (CH) 

Coproduzione
ADC - Pavillon – Genève (CH) Arsenic – Lausanne (CH) Festival dAutomne à Paris (FR) CCN2- Centre chorégraphique national de Grenoble Le Manège – Scène nationale de Reims (FR) T2G Théâtre de Gennevilliers - Centre Dramatique National (FR) Théâtre des 13 vents centre dramatique national de Montpellier (FR) Théâtre de Lorient - centre dramatique national (FR) Centre Dramatique National dOrléans (FR) La rose des vents – scène nationale Lille Métropole – Villeneuve dAscq (FR) 

19.05.2022—20h00
In francese
Sopratitoli tedesco
durata 2h